Jupiter…who killed the melody?
In tempi meno sospetti un cd lavorato a metà tra la Romania e l’Italia sarebbe sembrato solo un interessante esperimento. Di questi tempi sia ha come l’impressione che “Mascalzoni Latini”, il secondo capitolo di “A Ucis Melodia”, (letteralmente “Jupiter ha ucciso la melodia”) del produttore romeno Jupiter, sia intriso di significati più profondi, pur se il comun denominatore rimane solamente la buona musica, rappata e prodotta. In questo secondo capitolo della mini-saga in free download al produttore si affiancano gli italianissimi Matt Manent e Duplici, che azzeccano tre tracce tutto sommato godibili.
Matt Manent non ha probabilmente bisogno di presentazioni, visto soprattutto la sua presenza settimanale all’interno di “Street Beat” e Alby Dupliss e Paolito, per quanto non tra i più noti, fanno comunque parte del roster La Suite e hanno quindi la loro parte di notorietà. Due parole merita forse, invece Jupiter, produttore e autore di questa saga. Il dj di Bucarest è forse la rappresentazione migliore, in questo periodo di facili allarmismi, di come, per lo meno musicalmente, la compresenza Italia-Romania, possa non essere problematica, questioni calcistiche irrisolte a parte. Non c’è molto da dire su di lui, sul suo myspace si presenta semplicemente come un dj che, ben lungi dal parlare di qualsiasi cosa stia facendo, si limita a lasciare che a parlare sia la propria musica. Jupiter, conosciuto in patria anche come DopeLungreen, sforna tre tracce di cui due dedicate a Matt Manent (Outsider, ci cui si trova il video su YouTube e Bruciamo Vivi) e una condivisa con i Duplici (+39 Mascalzoni Latini). Personalmente il suo stile alle produzioni mi piace, suona underground quanto basta, senza per questo risultare ostico come alcune delle produzioni Stones Throw che, non me ne vogliano gli amanti del genere, ma a volte fatico ad ascoltare. La situazione italiana riguardo alla musica non sarà esattamente quella di un mercato florido, in cui l’artista è in grado di mantenersi (nella maggior parte dei casi) con il proprio far musica, ma se riusciamo comunque a sfornare prodotti underground ben congeniati come questo, forse possiamo comunque essere un po’ orgogliosi, discorsi economici a parte.

